Da chi provengono queste parole? Chi parla è Colui che ha “disteso i
cieli, e fondata la terra, che ha formato lo spirito dell’uomo dentro di lui”,
questa intelligenza di cui l’uomo va tanto fiero ma che usa male nel suo
allontanamento da Dio. Un Dio che ha, nelle Sue mani, ogni cosa che avviene
sulla terra nonostante ogni sforzo dell’uomo di sottrarsi alla Sua volontà.
Tutto ciò che l’uomo fa attraverso quello spirito che Dio stesso ha
formato potrebbe mai prendere Dio alla
sprovvista? Impossibile!
“In quel giorno …” (3, 4, 6, 8, 9)
Questa ricorrente espressione usata dal profeta introduce ciò che Dio si
propone di fare contro la follia dell’uomo ed in benedizione per i Suoi fedeli.
Egli agirà in favore ed attraverso i suoi. Spanderà su di essi uno “spirito di
grazia e di supplicazione” (10) affinché possano riconoscere le glorie di
Cristo.
Anche noi credenti, che abbiamo il privilegio di conoscere, come Padre,
un tale Dio, non perdiamo mai di vista che, non solo Egli si compiace di usarci
come servitori, ma desidera anche compiere la Sua opera in noi. Essa consiste nel porci sempre
davanti Colui che è stato trafitto (10) ed i suoi risultati presenti ed eterni.
I versetti da 11 a
14 sottolineano la responsabilità personale che ciascuno ha nei confronti di
Dio riguardo al peccato.
Consapevoli di aver ricevuto una grazia immeritata, supplichiamo il
Signore che altre anime possano venire a Lui per ricevere la vita eterna.
D.C.