Tutti quelli che erano in difficoltà, che avevano debiti o che erano scontenti, si radunarono presso di lui.
1 Samuele 22:2
(Gesù disse:) “Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il
vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti”.
Giovanni 14:27
Dei
salvatori o un Salvatore?
L’ambulanza con i soccorritori arriva a sirene spiegate; gli infermieri
caricano una donna in fin di vita e si avviano a tutta velocità verso il pronto
soccorso dell’ospedale dove altri nel frattempo si erano già attivati. In tutta
fretta, maschera d’ossigeno, fleboclisi, elettrocardiogramma… ogni mezzo è
messo in atto affinché il suo tentativo di suicidio fallisca.
I soccorritori però non possono fare veramente tutto per quella donna di
cui si sono presi cura. In un certo senso l’hanno riportata in vita, ma hanno
lasciato in lei la disperazione che l’ha spinta a quel folle gesto. Il
salvataggio del corpo non è la liberazione dell’anima; ha avuto dei salvatori, ma ora le occorre un Salvatore.
Chi può cambiare l’esistenza di quella persona, perdonare il suo
passato, darle nuove ragioni di vita, rassicurarla per l’avvenire, in una
parola renderle la speranza? E’ Gesù, venuto in terra proprio per questo. Si
portavano a Lui dei malati e degli indemoniati, e Lui cacciava gli spiriti con
una parola e guariva tutti quelli che stavano male affinché si realizzasse ciò
che aveva scritto il profeta Isaia: “Egli ha preso le nostre infermità e ha
portato le nostre malattie” (Matteo 8:16, 17; Isaia 53:4).
Siete disperati, pieni di amarezza e angosciati dalla vita? Allora è voi
che Gesù invita: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io
vi darò riposo” (Matteo 11:28). Questa
pace dell’anima Gesù l’ha ottenuta per noi al prezzo delle Sue sofferenze e
della Sua morte in croce. Oggi vuole darla a tutti quelli che confidano in Lui.
Lui solo è la nostra speranza (1 Timoteo 1:1).