Tre, anzi quattro principi fondamentali
Vorrei considerare alcuni principi (che mi piace chiamare
“assoluti”). Li troviamo nella Scrittura e ci possono aiutare a mantenere alto
il livello della nostra vita spirituale:
1. È decisamente importante rimanere attaccati al Signore,
giorno dopo giorno, perché altrimenti qualcun altro, o qualcosa d’altro,
prenderà il posto nella nostra vita che solo al Signore compete.
2. È necessario ascoltare e ubbidire non solo alla Parola di
Dio ma anche ai richiami del Signore.
3. È fondamentale mantenere una relazione sana non solo col
Signore ma anche con coloro che sono suoi figli e che fanno parte della sua
chiesa.
In assoluto questi principi sono riconosciuti e accettati da
tutti come buoni, ma vorrei invitarvi a meditare la vita di un personaggio che
può far vacillare qualche nostra convinzione. Mi riferisco al re Giosafat di
cui si parla nel Vecchio Testamento.
All’inizio della sua carriera fu un personaggio estremamente
positivo, sicuramente da prendere ad esempio come credente, mentre in seguito
alcune sue scelte, apparentemente legittime, lo indussero a sbagliare e lo
portarono ad una fine spirituale disastrosa.
Prima di addentrarci nella meditazione della vita del nostro
personaggio cominciamo esaminando un altro principio basilare che conosciamo
benissimo ma a cui possiamo scegliere di dare un tipo di importanza relativa o
no, almeno nella nostra mente.
Parlo del principio biblico espresso in 2Corinzi 6:14
“Non vi mettete con gli infedeli, sotto un giogo, perché
quale relazione c’è tra la giustizia e l’iniquità? E quale comunione tra la
luce e le tenebre?”.
Mi permetto di fare una domanda, quale importanza diamo noi
all’ubbidire? Com’è il nostro approccio alla Parola di Dio?
Dobbiamo pensare prima di rispondere, perché se la nostra
vita reale non coincide con quanto noi crediamo o predichiamo, allora il
Signore avrà qualcosa da dirci. Quali sono le nostre reazioni davanti alle
indicazioni contenute nella Parola di Dio? Dobbiamo essere onesti con noi
stessi dicendoci che spesso la Parola di Dio viene filtrata dalle nostre
esperienze, dal nostro comune senso della vita, da ciò che ci aspettiamo gli
altri pensino di noi, e così via. Intanto la Parola non raggiunge il suo effetto,
e noi continuiamo a vivere la nostra vita di prima.
(Segue)