(Gesù disse:) “Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla”.
Giovanni 15:5
È
troppo caro
(Leggere
Luca 18:18-25)
L’uomo del racconto di Luca 18 era giovane,
ricco e colto, e praticava il bene fin
dalla giovinezza. Eppure non era sicuro di sé, tanto che si rivolge a Gesù chiedendogli:
“Maestro buono, che devo fare per ereditare la vita eterna?”. Gesù, attraverso
la Sua risposta, mette in evidenza quali erano le priorità del cuore di quel
giovane: “Una cosa ti manca ancora: vendi
tutto quello che hai, e distribuiscilo ai poveri… poi vieni e seguimi”
(Luca 18: 18, 22).
Che sorpresa per lui, e per noi! Quel
giovane, rispettabile e religioso, era inadatto al regno di Dio! Com’è
possibile? Doveva davvero vendere i suoi beni, quelli cui a teneva tanto, per
seguire Gesù? Impensabile! Ebbene, il Signore gli ha dato quella risposta
perché sapeva che le ricchezze avevano per lui troppa importanza, tanta da non
riuscire a separarsene. Così che quel giovane se ne va tutto triste. E triste è
anche lo sguardo del Salvatore nel vederlo allontanarsi. L’amore per le
ricchezze lo separava da Cristo.
Cosa mi dice lo sguardo del Signore quando
si posa su di me? Togli dalla tua vita tutto ciò che ti separa da me, e
seguimi! Lascia che sia io a formarti, affinché tu mi possa servire meglio e in
modo più utile.
Amore per il denaro, desiderio di successo
nella società, ambizioni, passioni di ogni tipo, ognuno può dare un nome all’ostacolo
che gli impedisce di dare a Gesù tutto il proprio cuore.
Ma Egli
vuole avere il primo posto e ci dice: “Figlio mio, dammi il tuo cuore”
(Proverbi 23:26).