(Dio ha detto:) “Io, io, sono colui che per amor di me stesso cancello le tue trasgressioni e non mi ricorderò più dei tuoi peccati”.
Isaia 43:25
Beato l’uomo al
quale il Signore non addebita affatto il peccato.
Romani 4:8
Un segno sulla fronte
Qualche anno fa, nello stato del Penjab in
India, dei poliziotti avevano arrestato quattro donne sorprese a rubare degli
oggetti appartenenti a una turista straniera. Mentre erano trattenute,
tatuarono sulle loro fronti il termine “borseggiatrice” in lingua penjabi.
Potremmo chiederci cosa diventerebbe il
mondo se questa pratica fosse generalizzata, e se tutti, uomini e donne,
portassero sulla fronte il segno indelebile delle loro colpe: traditore, bugiardo,
truffatore, ladro… Sarebbe di certo un valido deterrente, ma quanto complicate
diventerebbero le relazioni interpersonali! E se un ladro poi si pente e cambia
vita? Chi gli toglierebbe quel marchio?
Quando i farisei portarono a Gesù una donna
che aveva commesso adulterio, colta sul fatto, cosa dice loro? “Chi di voi è
senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei” (Giovanni 8:7). Egli
riconosce la colpevolezza di quella donna e la legittimità della punizione, ma sa
che proprio quegli uomini commettevano gli stessi peccati e non si pentivano
affatto. Il Signore aveva il diritto di condannarla perché era senza peccato.
Allora dice a quella donna: “Neppure io ti condanno; va' e non peccare più” (v.
11).
In una società civile, i poteri legislativi
ed esecutivi sono indispensabili. Ma individualmente, molte persone, per quanto
colpevoli siano, denunciano volentieri il male degli altri e li condannano. Dio invece rivela il male che c’è nel cuore
di tutti perché lo confessino e se ne pentano, prima che venga il giorno
del Suo giudizio. Credendo al sacrificio di Suo Figlio, che ha portato i nostri
peccati sulla croce, riceviamo il Suo perdono. “Siete stati lavati, siete stati
santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e
mediante lo Spirito del nostro Dio” (1 Corinzi 6:11).