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martedì 4 giugno 2019

04 giugno

Il giorno seguente, Gesù… trovò Filippo, e gli disse: “Seguimi”.
Giovanni 1:43

E, passando, vide Levi, figlio d’Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli, alzatosi, lo seguì.
Marco 2: 14

Cosa significa per noi seguire il Signore?

I discepoli avevano scelto di dire “sì” al Signore che li chiamava e lo avevano seguito. Ma cosa può significare per noi oggi “seguire il Signore”? Loro sono vissuti per più di tre anni al suo fianco; sono stati con Lui giorno e notte per le strade della Palestina, con Lui nelle case di chi li ospitava, con Lui sul monte, nelle città e nei villaggi, con Lui sulle rive del mare e in mezzo al mare…
Seguire il Signore era per loro un fatto concreto. E quando Lui li ha lasciati per salire in cielo, dopo la risurrezione, hanno forse smesso di seguirlo? Assolutamente no. Nel loro modo di predicare e di comportarsi la gente vedeva chiaramente che “erano stati con Gesù” (Atti 4:13) e che con Gesù erano rimasti. Per seguire il Signore bisogna amarlo, e per amarlo bisogna conoscerlo. Più lo conosciamo, più gli daremo fiducia e agiremo come Lui vuole, rinunciando con gioia a noi stessi.
Noi credenti seguiamo il Signore quando nella nostra vita ci impegniamo a imitare Lui, la sua grazia, la sua coerenza, la sua onestà morale, la sua dedizione al Padre; quando, come ha fatto Lui, compiamo l’opera che il Padre ci ha affidato che è quella di far conoscere al mondo la sua grazia e il valore eterno della croce di Cristo. Mettere i nostri piedi nelle orme di Gesù è il nostro dovere e il nostro alto privilegio! Sebbene la “distanza” fra il Signore e noi sia grandissima, essendo la sua perfezione irraggiungibile, abbiamo ugualmente la gioia di seguirlo da vicino, come le pecore seguono il pastore che va davanti a loro; e questo richiede, come sempre, comunione e preghiera.
(tratto da “1200 giorni con Gesù”)

lunedì 3 giugno 2019

03 giugno


Io, il SIGNORE, non cambio.
Malachia 3:6

Ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c’è variazione né ombra di mutamento.
Giacomo 1:17

Dio non cambia

Il nostro mondo evolve rapidamente. Istituzioni finanziarie e imprese che sembravano solide crollano. Guerre crudeli straziano le popolazioni di diversi paesi del globo, provocando morti, fame, epidemie. Sono in atto evidenti cambiamenti climatici, gli equilibri ecologici sono alterati. I valori morali vengono costantemente rimessi in discussione, perché, si dice, bisogna vivere al passo coi tempi…
Così, tutto cambia: ma sapete che cos’è che cambia più in fretta di tutto? Noi stessi! La nostra vita scorre e nulla può fermarla. Inevitabilmente l’invecchiamento avanza riducendo le nostre forze, la nostra memoria, la nostra lucidità.
Tuttavia, c’è qualcosa che non cambia perché è immutabile: la fedeltà di Dio. Ci troviamo ancora in un’epoca in cui la grazia divina permette a chiunque di avvicinarsi al Signore per conoscere il suo amore. Il peccato ha prodotto una separazione fra Dio e la sua creatura (Isaia 59:2), ma Gesù ha “fatto la pace mediante il sangue della sua croce” (Colossesi 1:20). Non ci resta che avvicinarci a Lui per conoscere questa pace della coscienza e del cuore. In mezzo a un mondo sempre più incerto e turbato, possiamo sperimentare la solidità di ciò che Dio ha stabilito, possiamo vivere per fede sotto il suo sguardo. Facciamo affidamento sul suo amore che non può cambiare; la pace traboccherà dal nostro cuore e la fiducia riempirà il nostro spirito.
Oggi Dio vi ripete: “Ascoltami… Io sono; io sono il primo e sono pure l’ultimo… Avvicinatevi a me” (Isaia 48:12, 16).

domenica 2 giugno 2019

02 giugno


Noi… abbiamo cercato il nostro rifugio nell’afferrare saldamente la speranza che ci era messa davanti. Questa speranza la teniamo come un’àncora dell’anima, sicura e ferma che penetra oltre la cortina, dove Gesù è entrato per noi quale precursore.
Ebrei 6:18-20

Un’ancora per l’anima

Quando i marinai per tenere ferma la nave gettano l’ancora, questa non è trasportata dal vento e dalle onde. Non si vede né il fondo del mare, né l’ancora che vi è adagiata. Ma una catena parte dalla nave e attraversa le onde agitate, per sparire nelle profondità. Non si vede la causa, ma si vede l’effetto: la stabilità della nave.
Quest’immagine illustra una realtà spirituale molto importante. Un vero cristiano è solidamente ancorato a Cristo per mezzo della fede. Invece di essere gettata nelle acque agitate di questo mondo, l’ancora delle nostre anime è saldamente fissata in cielo, dove Gesù è entrato dopo aver ottenuto per noi una redenzione eterna (Ebrei 9:12). Egli vi è entrato come precursore, e noi lo raggiungeremo un giorno (Giovanni 17:24), se abbiamo riconosciuto in Lui il nostro Salvatore.
Abbiamo posto la nostra speranza in Gesù Cristo? Solo Lui può preservarci dal naufragio e condurci al porto desiderato dalle nostre anime (Salmo107:30).
Il fondo del mare dove l’ancora è posata resta nascosto agli occhi dei marinai. Allo stesso modo, non vediamo Gesù con i nostri occhi, ma siamo legati a Lui per mezzo della fede: sappiamo che Egli è vivente e che risponde alle nostre preghiere. Coloro che osservano la nostra vita e ci vedono conservare la fede anche in mezzo alle prove, possono capire che siamo legati a Cristo, sorgente e sostegno della nostra vita.

sabato 1 giugno 2019

01 giugno


Volgetevi a me e siate salvati, voi tutte le estremità della terra! Poiché io sono Dio, e non ce n’è alcun altro.
Isaia 45:22

(Tommaso disse a Gesù:) “Signor mio e Dio mio!”
Giovanni 20:28

Il Signore della mia vita

“Ho vissuto i primi anni della mia vita nei Paesi Baschi. Davanti a un paesaggio tanto magnifico, non ho mai dubitato che solo un grande Dio avesse potuto compiere una tale opera. Di ritorno dal servizio militare, all’età di vent’anni, ho incominciato seriamente a interessarmi di religioni, cristianesimo, buddismo, e anche di esoterismo, spiritismo e yoga. Ero curioso di vedere le risposte che si potevano trovare alle domande fondamentali quali la sofferenza, la malattia, la morte, il senso della vita.
Conoscevo poco la Bibbia malgrado sei anni passati in un convitto cristiano. La religione mi aveva solo dato la conferma dell’esistenza di Dio.
In un gruppo biblico ho imparato che Dio ci parla attraverso la Bibbia. Le ragioni avanzate mi hanno convinto dell’ispirazione e dell’autorità della Parola di Dio.
Allora, sono diventato “religioso”, ma non conoscevo ancora la salvezza personale attraverso il pentimento e la fede nel Salvatore Gesù Cristo. Dopo aver assistito a una conferenza sulla Bibbia, ho capito che Dio mi parlava chiaramente della miseria della mia vita senza speranza.
Per parecchi giorni ebbi una forte lotta interiore, perché sapevo che dovevo pentirmi e abbandonare molte vecchie abitudini. Ma Cristo ha vinto. Convinto che Egli è morto per i miei peccati ed è risuscitato, ora so di avere la vita eterna. Da trentotto anni mi aiuta a servirlo. Egli è il meraviglioso Signore della mia vita!”
Patrice

venerdì 31 maggio 2019

31 maggio


“Tornate figli traviati, io vi guarirò dei vostri traviamenti!”
“Eccoci, noi veniamo da te, perché tu sei il SIGNORE, il nostro Dio”.
Geremia 3:21-22

Nel tornare a me e nello stare sereni sarà la vostra salvezza.
Isaia 30:15

Felice resa

Arrendersi all’amore di Dio vuol dire rinunciare a dibattersi per salvare se stessi, riconoscere di essere senza risorse davanti alla sua santità. È un vero mistero sapere di essere amati da un Dio che dovrebbe condannarci a causa della nostra natura ribelle!
Arrendersi, vuol dire accettare che Dio ci ami così come siamo. È dargli fiducia e credere che il suo Figlio Gesù Cristo è venuto sulla terra per portare il castigo dei nostri peccati, che è stato crocifisso per noi. Non significa niente per te il fatto che Dio possa accogliere tutti coloro che credono nel suo Figlio e considerarli giusti e non più peccatori? “Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato” (Atti 16:31).
Arrendersi a Dio è dunque provare la più grande felicità della propria esistenza. È avere per mezzo di Cristo la pace con Dio, la pace dopo la lotta e la paura, una pace che si traduce in gioia e lode.
Chi diventa credente dovrà affrontare situazioni nuove e difficili, perché Satana farà di tutto per distoglierlo dal Signore e riempire la sua mente di dubbi. Ma la sua anima è liberata, calma e felice: ha trovato il suo Salvatore, il suo Signore. Ogni conversione è un autentico miracolo dell’amore divino che ci libera dalle nostre vane lotte e piega il nostro orgoglio. Io mi inchino davanti a Dio poiché in Lui ho trovato il mio Signore, un “padrone” buono e pieno di grazia.
Egli sta aspettando anche te, come un padre aspetta il ritorno del figlio che aveva abbandonato la famiglia. “Tornate a colui dal quale vi siete così profondamente allontanati” (Isaia 31:6).

giovedì 30 maggio 2019

30 maggio


Chi abita al riparo dell’Altissimo riposa all’ombra dell’Onnipotente. Io dico al SIGNORE: “Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!”
Salmo 91:1-2

…Sarà come un riparo dal vento, come un rifugio contro l’uragano, come dei corsi d’acqua in luogo arido, come l’ombra di una gran roccia in una terra riarsa.
Isaia 32:2

All’ombra dell’Onnipotente
Leggere il Salmo 91

Quand’ero bambino, giocavo spesso a nascondino. A volte i più piccoli si nascondevano dietro ad un muro senza immaginare che il sole potesse tradirli proiettando la loro ombra!
Se scorgiamo l’ombra di una persona, questa non è certo lontana. Il versetto di oggi ci invita a “riposare all’ombra dell’Onnipotente”, per indicare la forte vicinanza del credente col suo Dio, la protezione e l’amore di cui Dio circonda coloro che confidano in Lui. “Poich’egli ha posto in me il suo affetto, io lo salverò” (v. 14).
Tutti i credenti possono sperimentare la realtà delle parole di questo Salmo. Possono abitare, durante l’assenza del loro Signore, “al riparo dell’Altissimo”, vale a dire gustare, per fede, la sua presenza e il suo amore.
Non sempre siamo coscienti dei pericoli che ci circondano. Talvolta siamo oppressi dall’angoscia o assaliti da molteplici paure. Questo Salmo ci dice che bisogna abitare al riparo di Dio, vivere in comunione con Lui, attaccati alla sua persona. Allora staremo bene alla sua ombra e potremo dire: “Tu sei stato il mio aiuto, io esulto all’ombra delle tue ali” (Salmo 63:7).

mercoledì 29 maggio 2019

29 maggio


Insegna al ragazzo la condotta che deve tenere; anche quando sarà vecchio non se ne allontanerà.
Proverbi 22:6

E voi, padri, non irritate i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e nell’istruzione del Signore.
Efesini 6:4

Ai genitori cristiani

“I bambini che vivono ottenendo costantemente dei piaceri immediati e delle continue gratificazioni, rifiuteranno l’autorità dei genitori e diventeranno asociali e molto aggressivi”. Quest’allarmante constatazione di uno psichiatra non può certo essere generalizzata, ma mette in evidenza le caratteristiche di quelli che vengono definiti “i bambini re”. Alcuni credono che per sviluppare l’intelletto dei bambini, rispettando la loro personalità, non bisogna imporre loro dei modi di pensare, ma lasciarli liberi di scoprire da soli le cose della vita. Con questo tipo di educazione, l’autorità dei genitori si annulla e questo è un grave danno per lo sviluppo dei figli. Non bisogna permettere che questo modo di vedere entri nelle nostre famiglie perché disastrose saranno le conseguenze.
Per i genitori cristiani, rinunciare alla responsabilità che Dio ha affidato loro non è altro che disubbidire alla Parola di Dio (Efesini 6:4). Se amano davvero i loro bambini, si impegneranno a soddisfare i loro bisogni con l’amore e l’autorità che il Signore richiede, e li porranno fin dalla più tenera età sotto la benefica influenza della Bibbia. I genitori non possono convertire i loro figli. La fede è personale. Ma l’insegnamento della Bibbia, letta e rispettata in seno alla famiglia, è un tesoro immenso che porterà le loro anime ad amare il Salvatore, e a credere e ad attaccarsi a Lui.