Se Dio passa, se incarcera, se chiama in giudizio, chi si opporrà? Egli infatti conosce gli uomini perversi, scopre senza sforzo l’iniquità… Tu però, se ben disponi il tuo cuore, e tendi verso Dio le mani… allora sarai incrollabile… Sarai fiducioso, perché avrai speranza.
Giobbe 11:10-18
Il giudizio di Dio… è conforme a
verità.
Romani 2:2
1. “Contato, contato, pesato,
diviso”
Leggiamo nel Libro del profeta
Daniele 5:5-6 che quando un mozzicone di mano si mise a scrivere sulla parete
della sala del festino, il re babilonese Baldassar, che stava banchettando coi
suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine, fu colto da sgomento; ebbe
pensieri spaventosi, impallidì, gli tremarono le gambe. Cosa volevano dire le
strane parole scritte dalle dita della mano misteriosa? “Mené, Mené, Téchel,
U-Parsin”. A chi s’indirizzava il misterioso messaggio contenuto in quella breve
frase?
Nessun incantatore, Caldeo o
astrologo, fu capace di leggere lo scritto e scoprirne il significato. Ma a
corte c’era anche Daniele, profeta e uomo di Dio, noto per essere capace di
dare interpretazioni e risolvere questioni difficili. E poiché era Dio che
aveva fatto scrivere quelle parole, solo un uomo che intrattenesse con Dio un rapporto personale e profondo
poteva essere in grado di decifrarle; e Daniele era quell’uomo.
“Contato, contato, pesato, diviso”.
Ecco qual era il significato di quelle quattro parole. Dio aveva fatto il conto
del regno di Baldassar e vi aveva posto fine; era stato pesato con la bilancia
e trovato mancante! Quella stessa notte fu ucciso.
(segue)